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Il rappresentante legale dell’incapace può esprimere il consenso informato al trattamento medico al suo posto

Tribunale di Modena, sez. II Civile, decreto 23 marzo 2018

maggio 24, 2018 9:00 am by: Category: Giurisprudenza Leave a comment A+ / A-

Con riguardo all’espressione del consenso informato (ovvero, al rifiuto) ai trattamenti medico-sanitari da parte di persona incapace di esprimersi, la questione è stata risolta dalla recente legge  22 dicembre 2017 n. 219.

Superando la tesi tradizionale che escludeva la rappresentanza in materia di atti personalissimi, quali quelli in discorso, fu la Corte Suprema a chiarire che il consenso potesse essere manifestato da parte del tutore di persona interdetta, a condizione che venisse ricercato il suo best interest e ricercandone la volontà precedentemente da lui espressa (Cass. 16 ottobre 2007 n. 21.748), con ciò dando attuazione all’art. 6 della Convenzione di Oviedo del 4 aprile 1997 (ratificata dall’Italia con l. 28 marzo 2001 n. 145), la quale ammetteva che il rappresentante legale (dell’incapace) potesse esprimere il consenso informato al trattamento medico al suo posto.

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In materia di amministrazione di sostegno, la giurisprudenza sul punto di mostrava oscillante, seppur tendendo a prevalere l’indirizzo inaugurato dal Tribunale di Modena nel 2004 (Trib. Modena 28 giugno 2004), secondo cui, quando l’interessato non fosse in grado di esprimere consenso consapevole relativamente a decisioni di natura sanitaria, all’amministratore di sostegno potevano essere attribuiti poteri di rappresentanza al fine di esprimere il consenso informato in nome e per conto del beneficiario (Trib. Modena 20 marzo 2008).

Validando e giuridificando questi orientamenti, e così eliminando ogni residua incertezza, la nuova legge n. 219 del 2017, dispone che: “il consenso informato della persona inabilitata è espresso dalla medesima persona inabilitata; nel caso in cui sia stato nominato un amministratore di sostegno la cui nomina preveda l’assistenza necessaria o la rappresentanza esclusiva in ambito sanitario, il consenso informato è  espresso o rifiutato anche dall’amministratore di sostegno ovvero solo da quest’ultimo, tenendo conto della volontà del beneficiario, in relazione al suo grado di capacità di intendere e di volere” (art. 3, 4° comma, legge citata).

Tribunale di Modena, sez. II Civile, decreto 23 marzo 2018

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