lunedì , 20 agosto 2018

Home » Giurisprudenza » La responsabilità dell’Ospedale prescinde dall’accertamento di una condotta negligente dei singoli operatori

La responsabilità dell’Ospedale prescinde dall’accertamento di una condotta negligente dei singoli operatori

Cassazione civile sez. III, 19/03/2018 n. 6689

maggio 3, 2018 10:49 am by: Category: Giurisprudenza Leave a comment A+ / A-

Nell’esercizio dell’attività medica occorre distinguere la responsabilità gravante sulla struttura sanitaria da quella di cui è chiamato a rispondere il singolo medico che, in concreto, ha posto in essere la condotta colposa pregiudizievole per il paziente.

Con riguardo alla prima ipotesi di responsabilità, dottrina e giurisprudenza sono sempre state concordi nell’inquadrare la medesima nell’ambito della responsabilità contrattuale, sul rilievo che l’accettazione del paziente in ospedale, ai fini del ricovero o di una visita ambulatoriale, comporta la conclusione di un contratto.

E’ stato altresì ormai da tempo chiarito che il rapporto paziente-struttura va considerato in termini autonomi dal rapporto paziente-medico, e qualificato come un autonomo e atipico contratto a prestazioni corrispettive (da taluni definito contratto di spedalità, da altri contratto di assistenza sanitaria) al quale si applicano le regole ordinarie sull’inadempimento fissate dall’art. 1218 c.c.

[level-accesso-ai-contenuti-del-blog]

Ne consegue che la responsabilità dell’ente prescinde dall’accertamento di una condotta negligente dei singoli operatori, e trova invece la propria fonte nell’inadempimento delle obbligazioni a esso direttamente riferibili, le quali vanno ben oltre la fornitura di prestazioni alberghiere, comprendendo anche

  • la messa a disposizione di personale medico, ausiliario e paramedico
  • l’apprestamento di medicinali
  • e di tutte le attrezzature necessarie anche per eventuali complicazioni.

In virtù del contratto, la struttura deve quindi fornire al paziente una prestazione assai articolata, definita genericamente di “assistenza sanitaria”, che ingloba al suo interno, oltre alla prestazione principale medica, anche una serie di obblighi c.d. di protezione e accessori.

L’ospedale è dunque tenuto ad adempiere la propria prestazione con la massima diligenza e prudenza.

Il nosocomio, oltre che a osservare le normative di ogni rango in tema di dotazione e struttura delle organizzazioni d’emergenza, deve tenere poi in concreto, per il tramite dei suoi operatori, condotte adeguate alle condizioni del paziente e in rapporto alle precarie disponibilità di mezzi e risorse, adottando di volta in volta le determinazioni più idonee a scongiurare l’impossibilità di salvataggio del soggetto leso.

Ciò comporta che si può avere una responsabilità contrattuale della struttura verso il paziente danneggiato non solo per il fatto del personale medico dipendente, ma anche del personale ausiliario, nonché della struttura stessa (insufficiente o inidonea organizzazione).

Su tale qualificazione non incide la norma di cui al D.L. 13 settembre 2012, n. 158, art. 3, comma 1, convertito dalla L. 8 novembre 2012, n. 189 (comma ora abrogato dalla L. 8 marzo 2017, n. 24, art. 6, comma 2), anzitutto perché non suscettibile di applicazione retroattiva a fattispecie anteriore alla sua entrata in vigore, e comunque perché riferibile alla sola responsabilità dell’esercente la professione sanitaria.

Tale inquadramento risulta confermato -per quel che riguarda la struttura sanitaria – anche dalla Legge 8 marzo 2017 n. 24 (“Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”) che, all’art. 7, commi 1, sancisce il principio per cui le strutture sanitarie o sociosanitarie, sia pubbliche che private, rispondono sempre a titolo contrattuale nei confronti dei pazienti.

Dalla ricostruzione in termini autonomi del rapporto struttura-paziente rispetto al rapporto paziente-medico, discendono importanti conseguenze sul piano della affermazione di responsabilità in primo luogo, e anche sul piano della ripartizione e del contenuto degli oneri probatori.

Infatti, sul piano della responsabilità, ove si ritenga sussistente un contratto di spedalità tra clinica e paziente, la responsabilità della clinica prescinde dalla responsabilità o dall’eventuale mancanza di responsabilità del medico in ordine all’esito infausto di un intervento o al sorgere di un danno che, come nel caso di specie, non ha connessione diretta con l’esito dell’intervento chirurgico.

Sul piano poi del riparto degli oneri di allegazione e prova ne deriva che l’inadempimento rilevante nell’ambito dell’azione di responsabilità per risarcimento del danno nelle obbligazioni c.d. di comportamento non è qualunque inadempimento, ma solo quello che costituisce causa (o concausa) efficiente del danno.

Ciò comporta che l’allegazione del creditore non può attenere a un inadempimento qualunque esso sia, ma a un inadempimento qualificato, e cioè astrattamente efficiente alla produzione del danno.

Competerà poi al debitore dimostrare:

  • che tale inadempimento non vi è proprio stato
  • ovvero che, pur esistendo, non è stato nella fattispecie causa del danno.
[/level-accesso-ai-contenuti-del-blog]

PONIQUESITOCONTATTAESPERTOCOLLABORA

La responsabilità dell’Ospedale prescinde dall’accertamento di una condotta negligente dei singoli operatori Reviewed by on . Nell'esercizio dell'attività medica occorre distinguere la responsabilità gravante sulla struttura sanitaria da quella di cui è chiamato a rispondere il singolo Nell'esercizio dell'attività medica occorre distinguere la responsabilità gravante sulla struttura sanitaria da quella di cui è chiamato a rispondere il singolo Rating: 0

Leave a Comment

You must be logged in to post a comment.

leaderboard_PROMO
scroll to top