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Se si esclude il collegamento tra il trattamento vaccinale somministrato al minore e la sindrome autistica diagnosticatagli, la richiesta di risarcimento va respinta

Cassazione civile sez. lav., 11/12/2017 n. 29583

gennaio 10, 2018 9:34 am by: Category: Giurisprudenza Leave a comment A+ / A-

Già le Sezioni Unite della Corte di Cassazione nella sentenza n. 581 del 2008, muovendo dalla considerazione che i principi generali che regolano la causalità materiale (o di fatto) sono anche in materia civile quelli delineati dagli artt. 40 e 41 c.p. e dalla regolarità causale, salva la differente regola probatoria che in sede penale è quella dell’oltre ogni ragionevole dubbio, mentre in sede civile vale il principio della preponderanza dell’evidenza o del più probabile che non, hanno precisato che la regola della certezza probabilistica non può essere ancorata esclusivamente alla determinazione quantitativa- statistica delle frequenze di classe di eventi (c.d. probabilità quantitativa), ma va verificata riconducendo il grado di fondatezza all’ambito degli elementi di conferma disponibili nel caso concreto (c.d. probabilità logica).

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La Corte di Cassazione con sent. n. 11030 del 2017, anche con riguardo alla materia relativa alla L. n. 210 del 1992, ha affermato che la prova a carico dell’interessato ha a oggetto, a seconda dei casi, l’effettuazione della terapia trasfusionale o la somministrazione dei vaccini, il verificarsi di danni e il nesso causale tra la prima e i secondi, da valutarsi secondo un criterio di ragionevole probabilità scientifica.

La Corte territoriale non ha affatto violato il principio della equivalenza delle concause o condizioni perché, pur ritendendolo in astratto applicabile, ne ha escluso in concreto la applicabilità, avendo ritenuto che fossero condivisibili, perché sorrette da argomentazioni approfondite, e prive di vizi logici, le conclusioni alle quali era pervenuto il CTU nominato nel giudizio di primo grado ed ha evidenziato che questi aveva escluso che l’odierno ricorrente avesse sviluppato un quadro di encefalite post vaccinica e che la sindrome autistica potesse qualificarsi come complicanza derivata dalla somministrazione dei vaccini.

La Corte territoriale si è attenuta ai principi sopra richiamati e, adempiendo al compito di giudice del merito attribuito dall’ordinamento, ha valutato l’esistenza del nesso causale indicando quale criterio regolatore quello della ragionevole probabilità scientifica, rilevando che, condivisibili o meno che fossero le affermazioni del CTU sulle origini dell’autismo, non era risultato accertato nella fattispecie dedotta in giudizio, in base a criteri di probabilità scientifica, l’incidenza deterministica, anche come concausa, delle vaccinazioni sulla insorgenza della sindrome autistica così da poterne inferire il nesso causale tra il trattamento vaccinale somministrato al minore e la sindrome autistica diagnosticatagli.

Cassazione civile sez. lav.,  11/12/2017 n. 29583

 

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